Venerdì: libri consigliati

Buon pomeriggio, laboratorianti!


Oggi parliamo di titoli utili al nostro mestiere, ma prima vorrei dire due parole sugli esercizi.

Intanto grazie a chi è riuscita a inviarmeli entro ieri o stamattina (ma potete inviarli ancora entro oggi, al massimo riceverete la correzione lunedì). Durante la correzione sono sorte alcune questioni interessanti di cui riparleremo domani durante l’editing e, oltre a quelle riferite solo al romanzo, ce ne sono state altre riferite in generale al lavoro dell’editor.


Una di queste riguardava proprio il tipo di editing che stiamo affrontando su L’altra che io definisco editing medio stilistico-contenutistico. Non cercate la definizione online perché l’ho inventata di sana pianta quando ho iniziato a stabilire i livelli di editing per dare una definizione più chiara possibile ai miei autori. Se visitate il mio sito alla sezione “servizi editoriali”, o il blog, (QUI e QUI) vedrete che l’editing di fiction è suddiviso in 4 sezioni. Leggero, medio, profondo e completo. Sono definizioni che includono le suddivisioni classiche con spiegazioni che ho approfondito sempre a servizio degli autori. Per il medio: [...] s’impegna a riordinare i contenuti e gli argomenti in modo che il testo sia fluido e di più semplice comprensione. Si individuano i vuoti e si colmano attraverso parti significative; si eliminano le aggiunte superflue e si ristabilisce l'ordine di lettura. Ecco qui. Dunque, da questa macro-definizione si estraggono altre sottocategorie, e tra queste quella che ho definito “stilistico-contenutistico” ovvero con particolare attenzione allo stile (fraseggio, registro, tono) e al contenuto. Si tratta di una scelta che faccio sulla base del testo e che voi potete fare o meno, modellando oppure no i vari “livelli”, a seconda delle vostre necessità e della vostra comodità.





Detto questo, veniamo ai libri di cui parliamo oggi. Sono tre e nessuno parla di editoria. Strano? Per nulla. Sono tutti e tre libri di scrittura creativa e sono imprescindibili. Perché se è vero che noi lavoriamo con i libri e che dobbiamo sapere come editarli è altrettanto vero (e lo è prima) che dovremmo sapere anche come scriverli. Attenzione: non significa che dobbiamo saperli scrivere ma conoscere le regole (perché esistono) della scrittura.

Per ogni testo vi riporterò una parte che reputo molto interessante.


1. Master di scrittura creativa di Jessica Page Morrel


Questo volume affronta magistralmente gli elementi di composizione di una storia. I colpi di scena, le digressioni, l’ambientazione, gli epiloghi, la tensione, la suspense.


«Nella narrativa letteraria e di genere, tutte le storie sono costruite attorno al conflitto, ciò che accende la miccia della trama. Il conflitto è generato dagli ostacoli, piccoli o grandi, posti in ogni scena, che impediscono il raggiungimento dell’obiettivo del protagonista. Creare ostacoli originati dal passato del protagonista alza la posta in gioco, perché si tratta degli ostacoli più difficili da affrontare. Per esempio in un romanzo d’amore il lettore ha bisogno di sapere quale aspetto del passato dei due protagonisti crea barriere al loro amore.»


2. Il viaggio dell’eroe di Christopher Vogler

Credo sappiate già di che libro parlo. È letteralmente ovunque e forse troppo, ma questo non toglie la sua utilità. Se nel testo precedente Morrel analizza gli elementi, in questo Vogler struttura una storia completa e mostra qual è la struttura che si ripete sempre. Vogler riprende i grandi miti di Campbell (leggete anche, se vi capita, L’eroe dai mille volti). Ogni storia (qualsiasi, qualsiasi!) si scrive in tre atti. Vogler analizza anche i personaggi presenti in questi atti e crea dei sotto-atti.


«In ogni storia che si rispetti, l’Eroe cresce e cambia, facendo un viaggio dentro di sé, compiendo un cammino dalla disperazione alla speranza, dalla debolezza alla forza, dalla follia alla saggezza e dall’amore all’odio e viceversa. [...] La maggior parte delle storie porta l’Eroe fuori da un Mondo ordinario, consueto, e dentro un Mondo straordinario, nuovo e ignoto.»


3. Lezioni americane di Italo Calvino

Le lezioni di Calvino, più che delle storie parlano dell’uso della parola; delle parole, precise, della scrittura. Sono assolutamente contraria all’uniformazione dello stile per questo quando Calvino parla di come le parole debbano essere precise, ad esempio, sono più che convinta che a volte “figo” è più preciso di “bello” o che “bello” è più preciso di “affascinante”. Le parole hanno sempre un contesto.


«Come per il poeta in versi così per lo scrittore in prosa, la riuscita sta nella felicità dell’espressione verbale, che in qualche caso potrà realizzarsi per folgorazione improvvisa, ma che di regola vuol dire una paziente ricerca del mot juste, della frase in cui ogni parola è insostituibile, dell’accostamento di suoni e di concetti più efficace e denso di significato.»


+1. Come nuova scoperta: La caffettiera di carta di Antonella Cilento, che ho appena inserito nella lista di imprescindibili sulla scrittura ma che va letto dopo avere almeno qualche base (come i tre citati prima) perché abbastanza complesso dal punto di vista dei testi citati e dell’impostazione della storia.


Eccoci qua: conclusa la prima settimana di LAB. Spero che questi articoli vi siano utili.

A domani mattina con la lezione (il link partirà sempre al solito orario, tra le 9:00 e le 9:20)


Gloria


P.S. se avete domande segnatele e domani ne riparliamo.