Mercoledì: freelance

Buon pomeriggio!

Oggi parliamo del lavoro da freelance.





Si tratta di un argomento di cui si parla parecchio, in realtà, ma sempre in riferimento a professioni diverse dalla nostra. Il freelance influencer, il freelance grafico, il freelance smm eccetera.

E il freelance editor?


Be’, oltre al documento della lezione aperta (che trovate nell’articolo “Lezione aperta – registrazione”) in cui vi ho parlato di come trovare i primi clienti, di contratti, partita iva e studio, oggi approfondirò due temi:


1. Consigli per ottimizzare i tempi di lavoro.

2. Preventivi.


Prima, riporto ciò che avevo già scritto. Il freelance è stato per molto tempo una specie in via di estinzione. Eppure, le partite iva hanno riconquistato il loro meritato ruolo nel panorama del lavoro, soprattutto grazie alle nuove tecnologie. Nel nostro caso è stato necessario uno sforzo maggiore, perché i libri storicamente occupavano uno spazio (soprattutto in Italia) lontano dai social, dalla “massa”, dall’innovazione. Sono, dopotutto, fogli di carta incollati tra loro: come potevano evolversi?

E invece, i bisogni dei lettori, sempre più specializzati, e le nuove frontiere del marketing hanno imposto alla filiera editoriale di trovare una soluzione “al passo con i tempi”. Non è un'impresa facile e ci stiamo ancora lavorando, e molto. Questa innovazione ha portato alla comparsa di nuovi (ma vecchi) ruoli, come quello dell’editor freelance. Non più dipendente da una Casa Editrice specifica, non più collegato agli autori già presenti nelle scuderie editoriali.

L’editor libero, o quasi. Un processo che si è affermato grazie anche (o soprattutto) alla possibilità per gli autori di autopubblicarsi e alla nuova rete di contatti disponibili sul web.


Fatta questa doverosa premessa, iniziamo a parlare di tempo.


Ottimizzare il tempo di lavoro.

Disclaimer: nei tre paragrafi seguenti racconto un po’ il mio inizio; se vi annoio potete saltare all’“okay” in grassetto.


Quando ho iniziato a lavorare come freelance dopo l’anno di studio e la prima gavetta (17 centesimi ad articolo, eh) l’organizzazione del mio tempo era pressoché nulla. Facevo, per dirla in parole semplici, schifo. Ed ero fortunata, da un certo punto di vista, perché non avevo un altro lavoro e quindi non dovevo sgomitare tra impegni vari per trovare il tempo di editare. Però, l’ho dovuto fare nell’anno di gavetta (lavoravo al tempo come segretaria per tre ore di mattina in uno studio d’avvocatura – che tristezza, ve lo assicuro), dopo aver abbandonato la facoltà di Giurisprudenza.

Mi svegliavo verso le sei e prendevo il pullman per Pavia per arrivare alle 7:30, prendere un caffè e filare nella stanzetta angusta dello studio. La maggior parte del tempo leggevo, ché non aveva molti clienti. E studiavo. Alle 11:40 avevo il pullman di ritorno e arrivavo a casa verso le 12:30. Il tempo di mangiare, bere un altro caffè, e riprendevo a leggere, a studiare. Nel pomeriggio (il giovedì e il venerdì, di solito) ero seguita dal mio mentore – ve ne ho parlato in una newsletter – e il resto del tempo mi concentravo sullo studio in solitaria. Quell’anno è stato il più bello e il più noioso della mia vita da pseudo freelance (la partita iva l’aprii dopo). Perché il tempo dello studio (che non finisce mai) è stato ed è per me il più rassicurante – studiavo, ancora, e non avevo autori “a cui badare”.

All’inizio dell’anno successivo ho aperto la partita iva per cogliere un’occasione irrinunciabile. Ho chiuso con lo studio di avvocatura e ho iniziato a lavorare. Ovviamente, oltre il lavoro anche io ho una vita che è fatta di persone, di relazioni, di imprevisti, di paure, di gioie. Quindi, quando la lettura è diventata il mio lavoro (dopo averlo fatto capire a tutti o quasi) ho iniziato a pensare a come poter organizzare al meglio il mio tempo in mezzo a tutto il resto, in mezzo alla vita. La salita non è stata affatto semplice. Lavoravo di mattina prestissimo e poi mi addormentavo tardi; l’indomani mi svegliavo troppo tardi e andavo a dormire troppo presto. Saltavo spesso il pranzo e poi mi abbuffavo: non c’erano orari stabiliti, non c’erano sessioni. Quando capitava un imprevisto o stavo male era un disastro: dovevo recuperare in tempo record il lavoro arretrato. Nessuno mi aveva mai consigliato come gestire il tempo in maniera efficiente. E nessuno avrebbe potuto farlo, infatti. Era necessario che lo capissi da sola.


Okay, non volevo ammorbarvi con la mia storia, ma è per farvi capire quanto le situazioni di ognuno possano essere differenti. E non solo: far capire quanto ognuno abbia bisogno di tempi diversi, di situazioni specifiche. Ad esempio, a me piace lavorare con il sottofondo musicale, ma non sempre. Io fumo – ahimè – quindi lavorare in biblioteca (come facevo spesso nel periodo pre Covid) era un continuo sali e scendi dalle scale per andare in giardino. Ho dovuto smantellare prima un angolo della casa e poi una stanza intera per ricavare il mio studio. Quindi... veniamo al tempo. Qui sotto vi darò qualche consiglio per organizzare al meglio il tempo che avete a disposizione.


· Mattina. Se vi svegliate presto per “motivo x” potete anticipare la sveglia di trenta minuti. Lo so che è un sacrificio, ma lo fate per voi, per il vostro futuro e passione. Sfruttate quel tempo non per studiare, ma per leggere. Qualsiasi cosa. La lettura in sé è studio anche quando non ve ne accorgete.

· Se non dovete svegliarvi presto per nessun motivo, allora adesso ne avete uno. Giù dal letto in un orario umano (facciamo le 8?) e iniziate a leggere, a studiare. Non avete manuali né testi di studio? Non c’è problema, in calce a questo articolo trovate delle fonti di studio infinite e ottime online.

· Per ottimizzare il tempo di lettura (ad esempio le prime lettura integrali) la stampa o un supporto portatile (tablet, insomma) sono le soluzioni migliori. Questo perché potete portarli ovunque e monitorare più facilmente, rispetto al PC, quanto tempo vi serve. Ad esempio, dovete andare a fare la fila dal dottore. Attesa stimata 15 minuti. Vi bastano per leggere 10 pagine stampate, portate solo quelle.

· Call e confronti. Dovete organizzare una chiamata con l’autore che, è molto probabile, ha un lavoro a tempo pieno. Considerate almeno un’ora di tempo complessiva, tra la vostra preparazione e le domande finali che potrebbe porvi. Un’ora sembra poco, eppure è difficile da trovare se, ad esempio, lavorate tutti i giorni fino alle 18:00. E di certo non potete fare un confronto alle nove di sera. A questo punto, si sfrutta il weekend. Per due miei autori il sabato dopo pranzo è l’unico momento disponibile. E sia. Sabato alle 13:00; alle 14:00 è finita e potete mangiare popcorn sul divano guardando Netflix.

· Editing. Okay, avete un lavoro di editing leggero di 100 cartelle. Due conti: 4 cartelle ogni 15 minuti = totale tempo stimato 375 minuti: 6 ore circa per il primo giro di editing. Fermo restando che il tempo dipende dal tipo di lavoro, dal testo e dalla vostra esperienza e capacità, mettiamo la metà per il secondo giro; dunque, tempo totale stimato per due giri di editing: 9 ore + almeno 3 ore di confronto con l’autore e siamo a 11 ore totali alle quali aggiungiamo due ore di margine per eventuali imprevisti, distrazioni (come il gatto in lavatrice). 13 ore di editing. Più o meno un’ora al giorno per dieci giorni, oppure trenta minuti al giorno per 20 giorni e così via. Quando si è agli inizi è fondamentale fare “i conti”, altrimenti non sapremo indicarli neanche nel preventivo.

· Il tempo, però, non si deve solo trovare, la maggior parte delle volte dobbiamo aiutarlo a esserci. Quindi, cercate di essere organizzate anche in senso lato: fate un decluttering di cose importanti nel pc, create una cartella apposita per gli editing con i nomi degli autori e magari un raccoglitore per le stampe. Buttate via ciò che non vi serve, pulite la casella mail.


Ma questi consigli potrebbero essere per voi completamente inutili. Potreste avere una vita diversa, dei tempi diametralmente opposti a quelli che vi ho indicato. L’unico modo per organizzarvi è sperimentare.


Fine della pappardella sul tempo. Passiamo al secondo argomento.


Preventivi.

Ieri vi ho parlato sommariamente dei preventivi, prezzi e tempistiche. Per i prezzi, vorrei rimandarvi all’articolo di Redacta che elenca una tabella prezzi di riferimento per il lavoro editoriale (attenzione, però, sono basati sulle tariffe degli editori, non su quelle dei freelance, ma è un buon punto di partenza), ma è possibile da visionare solo se siete soci Acta pagando la quota annuale (trovate le info sul loro sito), quindi prenderemo a riferimento altri articoli.

JobbyDoo: https://www.jobbydoo.it/stipendio/redattore-editoriale

Indeed: https://it.indeed.com/career/redattore/salaries

Talent: https://it.talent.com/salary?job=editor

Vedrete che ci sono picchi molto alti (170k annui) e miseri (400,00 € al mese). Il tutto dipende sempre dall’esperienza che governa i prezzi, dal lavoro se dentro CE o solo con autori “privati” e dalla fortuna – lei c’entra sempre. Ognuno di noi ha esigenze diverse quindi diverso sarà il valore che diamo a uno stipendio o a un altro. Detto questo, torniamo ai preventivi, fuori dai prezzi.

La struttura di un preventivo deve contenere questi elementi:

1. Dati del prestatore (voi). Quindi ragione sociale/nome, indirizzo, p.iva/CF eccetera.

2. Nome e cognome dell’autore (i dati completi andranno nel contratto)

3. Il titolo anche provvisorio del testo sottoposto.

4. Il numero di caratteri totali spazi inclusi e la conversione in cartelle totali.

5. Il costo a cartella.

6. Il costo totale + oneri di legge (dunque il 4% se siete forfettari e la marca da bollo da 2,00 € con p.iva).

7. Le indicazioni del tipo di lavoro (editing leggero, medio ecc. oppure correzione oppure consulenza con costo orario, in quel caso, o forfettario) nel particolare.

8. Tempistiche stimate o certe e pagamenti su tempistiche (se farete acconto o saldo totale ecc.)

I preventivi dovrebbero sempre essere senza impegno per gli autori, così come la prova: è il rischio del mestiere.


Qui sotto, i link di cui vi parlavo per la formazione:

https://www.fondazionemondadori.it/archivio/tirature/

https://www.illibraio.it/news/editoria/

https://ilibrideglialtri.com/

https://www.typee.it/

http://www.associazioneadei.it/

https://www.liberliber.it/online/


Spero di esservi stata utile,

A domani con le risposte dell’autrice alle prime pagine che abbiamo editato sabato.


Gloria