Mercoledì: finale & explicit

Buonasera, laboratorianti!

Come va questa settimana senza confronto? Come vanno gli esercizi?

Oggi, comunque, parliamo di finale e di explicit.


Nella lezione di sabato vedremo le ultime due pagine del romanzo. È la fine.

Okay, detto così è un po’ tragico, ma la fine di un libro (lieta o meno) lo è sempre.

Comunque, in questo articolo faremo una distinzione importante.


L’explicit (come l’incipit) è composto dalle ultime parole (parole) di un romanzo. Nel nostro caso, l’explicit è anche l’inizio di un nuovo libro (proposta interessante).


Il finale, invece, può essere composto da una come da cento pagine. Si tratta del momento in cui la tensione raggiunge il culmine e poi “cala” precedendo la spiegazione del conflitto (nel nostro caso il finale parte dalla frase sulla morte di Anna).


Il finale deve contenere abbastanza informazioni da non lasciare a bocca asciutta chi legge, lavorando soprattutto di riallaccio, ovvero: i puntini devono unirsi. In L’Altra l’autrice lo ha fatto abbastanza bene, ma troppo velocemente – questo già lo sappiamo. Non dobbiamo, comunque, pretendere che tutto sia spiegato, sarebbe infatti controproducente alla storia stessa (a meno che non si tratti di letteratura per l’infanzia, e neanche sempre). Non solo riallacciare i puntini ma rinforzare il conflitto, portando la tensione a risalire dopo il calo iniziale. Il punto in cui si scopre della morte di Anna è il punto di massima tensione, poi cala con la spiegazione, e poi (dovrebbe) ricresce nel momento in cui vediamo che fine fa Anna. I personaggi devono sempre fare “una fine”, non possono semplicemente scomparire. Il finale, dunque, si può articolare in molte pagine.


L’explicit invece, può avere varie funzioni. Riconfermare un’idea, ad esempio. Quelle che preferisco sono:

a. chiudere il cerchio (la frase/le frasi devono ricreare il parallelismo iniziale della storia);

b. creare un futuro ripetitivo (dare quindi speranza, riconciliare il tema del romanzo con il suo svolgimento), ed è il caso di L’Altra;

c. Confermare il tema (ovvero dare conferma che il tema portato avanti per tutto il romanzo abbia conferma; ad esempio, il finale del Giardino segreto conferma che il signorino Colin cammina, l’idea del romanzo quindi, è appurata).


Come l’incipit, anche l’explicit è uno degli ossi duri da far cambiare a chi scrive, ma è anche uno dei migliori ganci per rendere la lettura soddisfacente (essì, io ho particolari problemi con i finali, non mi piacciono quasi mai!).


In generale, i consigli per editare il finale sono:

1. assicuratevi di aver compreso bene il tema e la premessa della storia (cfr. Scrivere un romanzo, Donna Levin Dino Audino Editore);

2. tenete traccia di tutte le scene “aperte” e assicuratevi che i puntini tornino.

3. rileggere più e più volte – ma questo sempre!


Per l’explicit, invece, assicuratevi che sia una frase che rimane nella memoria.

Qualche esempio: Anna Karenina, Peter Pan, Espiazione, Il calore del sangue, I ragazzi della via Pàl.


Per qualsiasi domanda sapete dove trovarmi!

A presto,

G.