Giovedì: non solo lettori

Buongiorno, laboratorianti!

Avete guardato le revisioni dell’autrice di ieri? Mi raccomando, sono molto interessanti.

Oggi, comunque, parliamo di (non solo) lettori editoriali.


Nell’articolo di martedì (Martedì: proporsi agli editori) ho parlato di come richiedere una collaborazione agli editori, alle agenzie, ai service e in generale ai vari gruppi di professionisti che lavorano nell’editoria.

Fermo restando tutto quello che ho detto in merito alla formazione necessaria per proporsi, oggi parliamo dei vari tipi di lettore di manoscritti perché, sì, ne esistono vari tipi.


Lettore editoriale generale

Questo è colui o colei che (insieme al beta reader di cui parleremo fra poco) sentiamo nominare più spesso. Il lettore editoriale “generale” è quella figura, solitamente esterna alla redazione di una CE (quindi un professionista a p.iva o interno a un service) che si occupa della lettura dei manoscritti inediti in arrivo nel corso dell’anno. Solitamente, la redazione ne ha a disposizione qualcuno (cinque o sei che “girano” a turni di lettura), e che riferiscono ai redattori e agli editor se il testo pervenuto è buono oppure no. A volte (è il caso di Laura Cerutti, editor di narrativa per Feltrinelli, che ha dichiarato di avere una schiera di circa dieci lettori editoriali “personali”), anche i singoli editor si avvalgono di lettori esterni quando i manoscritti vengono indirizzati direttamente a loro.

Il lettore editoriale compila una scheda di lettura breve (brevissima, mai più di cinque cartelle e di solito due) che serve all’editore (editor, redattore eccetera) per avere un giudizio sul testo. Banalmente: sì o no. Attenzione, questa è una distinzione importante: il sì/no non si riferisce solo al testo in sé, ma anche e soprattutto alla giustezza di quel testo per il catalogo dell’editore a cui è rivolto. Se mandiamo un fantasy a Sellerio, anche se è il fantasy migliore del mondo, è chiaro che la scheda di interesse sarà negativa.


Beta reader

La differenza rispetto al lettore editoriale di questa figura è, sostanzialmente, che il beta reader non si rivolge all’editore ma allo scrittore. È quindi un servizio (a volte svolto gratuitamente ma su questo potrei discutere molto) che un lettore non specializzato offre allo scrittore che riceve un’opinione spassionata e disinteressata sul testo. Mi piace o non mi piace per questo o quel motivo. Non è un metro di giudizio affidabile singolarmente, ma in gruppo. Una decina di beta reader a testo dovrebbero essere sufficienti.

Le CE raramente si avvalgono di beta reader (proprio perché non sono specializzati nel loro catalogo) e li ricercano solo a servizio di scrittori della loro scuderia (ovvero scrittori che pubblicano con loro con continuità).


Sensitivity reader

Figura pressoché sconosciuta in Italia (ahimè, perché ce ne sarebbe davvero bisogno) che si occupa di riconoscere all’interno del testo stereotipi sociali, pregiudizi culturali, pregiudizi di genere, mancanza di comprensione, disattenzione al contesto culturale, alle malattie, alle persone fragili eccetera. Se in un romanzo, per dire, si discrimina un gruppo sociale involontariamente (ovvero se il focus non è quello della discriminazione, ma accade “per sbaglio”), il sensitivity reader lo segnala. Per farvi un esempio, recentemente ho letto per una prova gratuita un testo in cui, all’inizio, si parla di un tassista marocchino che puzza di “incenso e kebab” di un’autrice italiana che aveva ambientato il suo testo a NY. Ora, è chiaro che questo sia uno stereotipo sociale e culturale. E che va segnalato. Sarà poi a carico dell’autrice in questione decidere cosa fare. In questo campo, ovviamente, una formazione di scienze umane e scienze sociali è... (obbligata) consigliata.


Lettore editoriale specifico

In questo caso ci riferiamo al lettore editoriale (a uso di CE e di scrittori) specializzato in un certo genere di testo. E per genere qui non intendo solo la narrativa di genere (gialli, romance, thriller, noir, fantasy, storici eccetera), ma anche la tipologia di non-fiction come le biografie, i memoir, i libri non classificabili e la saggistica. Sono figure particolarmente utili per editori specializzati (mi viene in mente Ed. Bibliografica e Dino Audino per quanto riguarda il mondo editoriale e artistico, oppure IlSaggiatore, oppure gli editori d’arte, storia e scienza come Il Mulino).


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Tengo a precisarlo, sempre-sempre, so che sono ripetitiva ma è importante: tutte queste figure non si improvvisano. Banalmente, anche il beta reader ha almeno alle spalle anni di letture. Soprattutto per quanto riguarda la (relativa) nuova funzione del sensitivity reader è importante avere una formazione e una visione ampia. Ed è chiaro che qui non parlo solo di titoli di studio belli stampati: ci vuole la curiosità per fare queste cose.


Domani parlerò dei miei libri preferiti (inclusi quelli su scrittura e editoria) e sarà un articolo molto lungo: sono felice perché mi piace molto consigliare i libri e spero, se non li avete già letti, che facciano innamorare anche voi.

Come sempre, per qualsiasi cosa mi trovate qui.


A presto!

Gloria


PS: ricordate l'esercizio!