Giovedì: letteratura per l'infanzia

Buonasera, laboratorianti!

Come state? Spero da voi tutto per il meglio, per quanto si può.

Oggi parliamo di letteratura per l’infanzia e per ragazzi.



Qui ci vuole una piccola introduzione. Stavolta non mia, rubo le parole a Pino Boero nel volume La letteratura per l’infanzia, (Laterza, 2009)


«Per una coincidenza che ha ragioni sociali e culturali precise, la produzione di libri e periodici per l'infanzia – una produzione consapevole dei propri scopi, degli spazi culturali da occupare, dei compiti da assolvere – prende corpo in Italia negli stessi anni in cui nasce lo stato nazionale. [...] l'affascinante storia dei libri e dei periodici destinati all'infanzia, che ha alimentato e segnato nel bene e nel male l'immaginario di numerose generazioni e talora, ponendosi in prima linea nel dibattito delle idee, ha finanche svolto funzioni di considerevole rilevanza sociale [...] è in genere scarsamente sconosciuta al di fuori dell'area degli addetti ai lavori. [...] accade di frequente che anche a persone di buona cultura manchi il senso stesso di letteratura per l'infanzia: la loro conoscenza è limitata alle proprie esperienze dirette e ai titoli dei libri letti negli anni della propria infanzia, e la scoperta che esiste uno specifico ambito di studi e di ricerche e di letteratura per ragazzi li stupisce.»


Ed è vero. Chi non si occupa di libri per ragazzi non conosce oltre zio Geronimo, Il giornalino di Gian Burrasca e i fratelli di Una serie di sfortunati eventi (che, anzi, è poco conosciuta ed è un peccato), eppure la letteratura per l’infanzia è la prima a sopravvivere (e vivere bene) nel mercato nazionale. Secondo l’ultimo rapporto completo AIE (che ho analizzato insieme a Valeria de Chirico – @de_minuscolo – in una diretta su IG, la trovate nella tab) sono 5,8 milioni, in Italia, i lettori nella fascia 0-14, in aumento nel periodo lockdown.


Anche la letteratura per l’infanzia ha le sue “categorie”, chiamiamole così, e spazia molto di più nella sperimentazione, perché i bambini e i ragazzi sono più aperti a leggere cose nuove. Vediamo le principali.


Fiction

Oltre ai generi “puri” (fiaba e favola, mito, avventura, fantasy giallo – che va moltissimo – e storico), ci sono le opere classiche (prendiamo Il giardino segreto, Peter Pan – che a me ha traumatizzato a vent’anni, vedete un po’ – e Zanna bianca o L’isola del tesoro) pensate per un pubblico minore e poi i romanzi “adulti” che storicamente nella letteratura sono stati inglobati nel target ragazzi, perché i ragazzi stessi se ne sono (lasciatemi il termine) appropriati (L’isola del tesoro, di nuovo, oppure Il richiamo della foresta o Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino). A questi si aggiungono i romanzi cross-over, scritti con il doppio target ragazzi e adulti. E poi le rinomate fan fiction, spesso scritte da giovanissimi con pubblico altrettanto giovane. Per i più piccini, i libri di narrativa illustrati (che hanno parole all’interno).


Non-fiction

Tutta la divulgativa (non scolastica) per i ragazzi. Come, recentemente, le varie storie di bambine e bambini ribelli (che ha fatto un viaggio opposto diventando da letteratura per ragazzi a testi per adulti). Ci sono i manuali di scienze, di natura, di storia. Molto, molto belli.

Nella non fiction (calderone infinito) rientrano anche le poesie e le filastrocche, i fumetti e i libri muti (silent book): testi illustrati che raccontano una storia, pensati per un pubblico di bambini ma estremamente curati come testi da collazione (una mia autrice per il compleanno mi ha regalato L’onda di Suzy Lee per Corraini, bellissimo; me l’ha regalato dicendomi “ho pensato che con tutto ciò che leggi ti sarebbe piaciuto un libro silenzioso”, mi ha fatto quasi piangere).


Veniamo all’editing.

La domanda posta da Jasmine nella scorsa lezione, per sommi capi, era: “si edita allo stesso modo?”.

No.

Anzi: assolutamente no.


La letteratura per l’infanzia, intanto, deve essere studiata come gli altri libri. Vi ho già detto che, ad esempio, per editare un giallo dovete aver letto moltissimi gialli e studiato testi che parlano di questo genere – per ragioni che non ripeto, come avere una visione chiara degli stereotipi buoni, capire i meccanismi delle trame eccetera. Quindi è necessario leggere tanta ottima letteratura per l’infanzia e per ragazzi a partire dagli autori storici: Roald Dahl, Michael Ende, Dino Buzzati, Selma Lagerlof, Jeff Kinney, A. A. Milne, Italo Calvino, Elisabetta Gnone, K. M Barrie, Gianni Rodari... la lista è infinita, come con tutto.

La struttura tramistica è profondamente differente perché segue regole logiche minori e necessita di un approccio sperimentale e sempre nuovo aperto anche ai cambiamenti (si è discusso molto, ad esempio, dell’uso delle parolacce nei libri per ragazzi e di argomenti “tabù”, leggete questo articolo interessante di Flavia Gozzi: https://www.lenuovemamme.it/parolacce-e-bambini/ ma soprattutto questo dal Giornale di Vicenza https://questionediprincipi.wordpress.com/tag/parolacce/).


Non è possibile riassumere le tematiche di un editing per la letteratura per ragazzi senza un punto di riferimento preciso e, soprattutto, il mio campo d’azione è molto limitato: ho approfondito l’editing e il lavoro ai testi per ragazzi solo in tre categorie (fantasy, gialli e divulgativa sulla natura), quindi non sono qualificata per parlare più di così.

Ma c’è qualcuno che lo è:


Letteratura per l’infanzia. Forme, temi e simboli del contemporaneo, Susanna Barsotti, Lorenzo Cantatore, per Garzanti

In cerca di guai. Studiare la letteratura per l’infanzia, autori vari, per edizioni Junior

La letteratura invisibile. Infanzia e libri per bambini. Emy Beseghi e Giorgia Grilli, per Carocci editore

Il cacciatore di pieghe. Figure e tendenze della letteratura per l’infanzia contemporanea. Marnie Campagnaro, edizioni Pensa.


Oltre a quelli che vi ho già consigliato in uno scorso articolo.

Bene, spero di esservi stata utile, se avete domande come sempre sono qui!


Domani parliamo di libri... a sorpresa!

A presto.

G.


P.S. ho ricevuto tutte le vostre domande, le raccolgo per un prossimo articolo sulla collaborazione editoriale.