#4 L'editing

-1!


Buon pomeriggio, laboratorianti!

Sono davvero in fibrillazione: domani inizierà il nostro percorso di cinque settimane dedicate interamente all’editing.



Se avete partecipato alla lezione aperta di dicembre vi ricorderete il, ehm, piccolo inconveniente della durata. Abbiamo dovuto ripetere l’incontro per poter concludere l’editing di un racconto di una paginetta. Come faremo a terminare l’editing di un romanzo intero in, calcoli alla mano, 10 ore complessive più una individuale?

La risposta è abbastanza semplice, in realtà.


I fattori dell’estrema durata della lezione aperta sono stati principalmente due:

1. Il numero considerevolissimo di partecipanti (eravamo in 50 al culmine!), e di conseguenza i tanti e diversi interventi e ragionamenti. È per questo motivo che il laboratorio si tiene con un massimo di 10 o 15 partecipanti.

2. L’impossibilità di avere un riscontro dall’autrice. Ovvero, non solo durante la lettura abbiamo proposto e ragionato sulle modifiche, ma ci siamo dovuti mettere d’accordo su come effettivamente rendere la frase o la scena nel modo migliore (ricordo una discussione di almeno quaranta minuti su di una lenticchia!). E di questo, meglio parlarne subito.


Dunque: se è vero che l’editing impone i suggerimenti (personalmente non capisco i colleghi e le colleghe che non ne vogliono dare neanche mezzo), è anche vero che l’editing non scrive né riscrive al posto dell’autor*. Se avete letto anche solo un articolo o frequentato anche solo un corso di editing questa frase vi starà uscendo dalle orecchie: l’editor non scrive al posto dell’autor*. Ed è verissimo. Infatti, per strutturare un laboratorio come si deve, non bastate voi partecipanti: serve l’autrice. Questo significa che non ci dovremo adoperare noi per trovare la frase perfetta ma dovremo scervellarci per trovare il suggerimento perfetto. Sì, perché le migliori modifiche, gli espedienti più azzeccati e le idee di intreccio più originali vengono sempre dal creatore: colui (in questo caso colei) che ha scritto il romanzo.


Nelle prove di selezione che mi avete inviato siete state tutte molto centrate, in questo senso. Vi riporto tre vostri commenti.

In ordine: Giorgia, Jasmine e Deborah (iniziamo a conoscerci!).



Nel primo caso, Giorgia fa un’osservazione interessante. La laurea di Maddalena viene “svelata”, quindi il lettore viene informato, in maniera a dir poco banale, attraverso un suo pensiero. Quello che indica nel commento non solo è un appunto interno utile per l’editor (che così si ricorderà, nel corso del testo, di stare all’erta sull’età della voce narrante e sul suo grado di istruzione), è anche un input per l’autrice che a questo punto potrebbe domandarsi come rendo al meglio la frase? cosa dico al posto del rifare i letti? e scrivere qualcosa di nuovo e, molto probabilmente, di più bello e sensato.


Nel secondo caso, Jasmine propone un’alternativa senza modificare la frase. Da questa, la scrittrice potrà trarre delle idee per cambiare il singolo verbo (chiedere che diventa sbottare o altro) o per modificare tutta la frase o la sua impostazione. Un suggerimento, quindi, che diventa spunto per modifiche più ampie. E tali modifiche, partorite dalla penna dell’autrice, saranno sempre più in linea con lo stile del testo di quanto potremmo riscrivere – seppur egregiamente – noi editor.


Nel terzo caso, Deborah fa notare il pensiero intrusivo e chiede spiegazioni in merito. Le domande non sono mai fini a loro stesse: è dalle domande che l’autrice ripartirà, scrivendo concetti nuovo o rielaborando quelli già presenti nel testo. Il nostro lavoro, soprattutto all’inizio, sarà quello di porre le giuste domande.


Ma l’essenziale rimane il confronto e nella seconda lezione, attraverso le risposte e le modifiche che l’autrice apporterà al testo, inizieremo a tarare il suo stile, come si pone e quali sono le correzioni sulle quali possiamo lavorare con serenità e quelle invece che dovremo rendere più, come dire... convincenti.


Vi ricordo (ripeto all’infinito – sorrynotsorry) alcune cose per domani:

· Potete interrompermi in qualunque momento per porre domande, fare riflessioni eccetera. Anche io vi chiamerò in causa per ragionare insieme. Qui sotto potete scaricare il mini programma della lezione di domani.


Programma del 22 gennaio
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· Tenete a portata di mano un taccuino/pc/post-it/foglio volante per prendere qualche appunto: lavoreremo sì su un romanzo specifico ,ma il 90% delle cose di cui parleremo sarà applicabile a moltissimi altri testi.

· Al termine della lezione, nel pomeriggio di sabato, vi sarà affidato un esercizio che vi occuperà, per completarlo, almeno due ore e che dovrete consegnare entro venerdì 28 (ragionevolmente non alle 23:00 perché vorrei parlarne nella lezione del 29). Due ore di esercizio, dunque, che dovrete trovare durante la settimana. Se volete fare questo mestiere il tempo è il vostro maggiore nemico-amico. L’esercizio stesso lo troverete in un nuovo post, qui, sabato (domani) alle 14:00.

· Tenete a portata di mano acqua, caffè, penne e curiosità. Intorno alle 10:30 faremo una breve pausa di dieci minuti.

· Il materiale che elaboreremo e gli approfondimenti che preparerò per voi saranno disponibili il lunedì successivo a ogni incontro (in questo primo caso, lunedì 24) all’interno di un post.

· La lezione sarà interamente registrata, quindi se nel bel mezzo del laboratorio dovete scappare perché il gatto si è infilato nella lavatrice non c’è problema: potrete inviarmi una mail e vi consegnerò le registrazioni il lunedì successivo (i tempi tecnici per averla nel cloud).


Tutti gli altri aggiornamenti, se necessari, li comunicherò su Instagram.


Per qualsiasi domanda, ovviamente, scrivetemi (anche su IG).

Un caro, carissimo, abbraccio.

Gloria