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#39 – Deadline

Buonasera, laboratorianti!


Come state? Spero da voi tutto bene. Oggi cerchiamo di rispondere alla domanda del post scriptum di ieri: cosa accade se l’autrice ritarda?



Be’, come sempre: dipende. Potremmo trovarci in tre situazioni ipotetiche – in linea di massima, le uniche possibili.


La prima ci vede relativamente “tranquille” e libere. L’autrice è “privata”, vuole inviare il romanzo all’editore, ma non c’è scadenza, Noi siamo organizzate bene con le altre collaborazioni e un ritardo di qualche settimana non ci infastidisce.


La seconda ci vede collaborare sempre con un’autrice “privata”, ma noi non siamo ben organizzate con il lavoro. A questo punto, diventa difficoltoso gestire le consegne di altre collaborazioni. È nostro compito, quindi, sollecitare l’autrice per lavorare con più velocità, oppure sospendere la collaborazione (ne parlo sotto).


La terza situazione possibile è la presenza di scadenze, sia per autrici self sia per CE, agenzie e service. Prima di tutto si deve informare prontamente l’editore/il caporedattore/l’agente del ritardo dell’autrice (ma, se fosse, anche del nostro!) e proporre altre date o, nei casi più gravi, passare la palla direttamente in alto, facendo scrivere/comunicare caporedattore e autore. In alcune redazioni in cui la caporedattrice sono io, non aspetto neanche un giorno se l’editor o la correttrice di bozze mi segnalano un ritardo, scrivo e contatto immediatamente l’autrice. Questo perché le scadenze in editoria sono una ghigliottina, e si arriva a impaginare il testo il giorno prima della stampa della bozza cianografica più spesso di quanto si dovrebbe.


Ovviamente, il tutto rispettando il buon senso e la sensibilità (problemi familiari, imprevisti, malattia eccetera), neanche a dirlo.


In caso di ritardo, diciamo così, colposo, dell’autrice “privata”, ricordatevi alcune cose.


Potete sospendere la collaborazione per tot tempo (qualche mese, di solito), facendovi corrispondere la somma dovuta fino a quel momento con il calcolo delle cartelle e dell’acconto per la lettura integrale. Questa possibilità (per “colpa” del committente) vi consiglio di inserirla fra le clausole del contratto. Il lavoro riprenderà poi al rientro in una data stabilita.


Se il ritardo si aggira sulle settimane, con autrici private, potete “slittare il pagamento del saldo finale” a quando, effettivamente, la collaborazione sarà conclusa, ma non slittate le rate intermedie (quelle del materasso, per intenderci), perché sarebbe scorretto nei vostri stessi confronti.


Se il ritardo dipende da voi, ovviamente, dovrete modificare le date anche delle rate, e concordare nuove scadenze con l’autrice, sperando sia in vena di favori (ma, per fortuna, di solito non ci sono grossi problemi con chi scrive “privatamente”).


Poi, nei casi più gravi: l’autrice decide che non vuole più lavorare a quel testo (sì, capita). A questo punto vi muoverete come per la sospensione, facendovi corrispondere ciò che sarà dovuto + una piccola percentuale di mora (ripeto, sempre in linea con il buon senso!) che avrete calcolato preventivamente nel contratto (personalmente, calcolo non più del 15/20%) oppure, come di solito succede, prendendo in carico un nuovo lavoro (sì, perché se bloccano la collaborazione solitamente è perché un’altra storia bussa alla porta!), senza maggiorare ma interrompendo solo la prima collaborazione a favore di una nuova.


Ovviamente, tutte queste possibilità, come detto sopra, dovrebbero far parte di una clausola del contratto di collaborazione.


Domande? Se sì, sapete dove scrivermi.


A domani!

Buona serata,

G.

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