#30 - I consigli dell'editor: agenzie
- Gloria Macaluso

- 20 nov 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Bentrovate, laboratorianti!
Grazie, come sempre, per la lezione di ieri! Se avete domande, come sempre, mi trovate qui.
DUE COSE IMPORTANTI:
La fine del LAB si avvicina, e con l’ultima lezione (il 3 dicembre) si avvicinano anche le vostre lezioni individuali di un’ora. Saranno confronti 1:1 in cui potremo ripercorrere il vostro percorso al LAB e che potrete sfruttarmi per farmi qualsiasi domanda sul lavoro. Vi chiedo quindi di fornirmi le vostre disponibilità via mail dal 4 dicembre all’11 dicembre nella fascia oraria 9:00 – 18:30. So che alcune di voi lavorano fino a tardi, quindi a chi ha la disponibilità di mattina chiedo di segnalarmela. Datemi almeno due giorni e orari (sabati e domeniche esclusi).
La seconda cosa riguarda la vostra esperienza al LAB: nell’area riservata trovate già un form in cui vi chiedo di raccontarmi la vostra esperienza, insomma di lasciare una recensione al laboratorio 2025. Non ci sono limiti di spazio: grazie mille già da ora!

Oggi, per approfondire i consigli (e la conoscenza) che possiamo offrire ai nostri clienti, parliamo di agenzie letterarie.
Come abbiamo già accennato, le agenzie letterarie in Italia sono poche e irraggiungibili quasi come gli editori. Così come le CE, anche le agenzie operano una selezione dei titoli che arrivano sotto le loro mani, e per questo è importante che l’autore (e noi) conosca le linee delle agenzie, così come quelle delle Case Editrici, che sono più ampie poiché si occupano di più generi e collaborano con più editori.
Prima di consigliarvi qualche nome, cerchiamo di capire come sopravvivono le agenzie. Sappiamo che l’agente letterario guadagna una percentuale solitamente dai diritti dell’autore sull’opera pubblicata e venduta. Facendo qualche calcolo e prendendo una media di royalty possiamo fare un simile esempio di procedura e lavoro dell’agenzia:
L’agente riceve un dattiloscritto, lo legge e lo apprezza. Elabora, quindi, una proposta per l’autore/autrice, selezionando le CE con la quale collabora e, se l’autore accetta il contratto, propone il testo agli editori. Considerate che in questa fase l’agente non guadagna nulla. Se il contratto è nella media, l’agente chiederà il 5/7% delle royalty dell’autore che, solitamente, guadagna sul libro il 5/15% del prezzo di copertina. Dunque, mettiamo il caso che il libro sia preso da uno degli editori a cui è stato proposto entro un anno dalla firma del contratto tra agente e autore. In un anno, l’agente non ha ancora guadagnato nulla. Adesso, il libro viene messo sotto contratto dall’editore, e trascorrono altri 10 mesi prima della pubblicazione. In altri 10 mesi, l’agente non ha guadagnato nulla. E di nuovo, il libro in questione viene pubblicato e finalmente venduto. I resoconti di vendita arrivano dopo almeno 6 mesi. E per altri 6 mesi l’agente non ha guadagnato nulla: non appena i guadagni giungono all’autore, ecco finalmente che l’agente inizia a guadagnare (poco, di solito, pochissimo). È chiaro che sopravvivere, per l’agente letterario, è molto complesso.
Ovviamente, ci sono strategie differenti di sopravvivenza, altrimenti un’agenzia letteraria non sarebbe sostenibile economicamente.
1. L’agente letterario guadagna una percentuale anche sull’acconto dato all’autore in sede di firma del contratto editoriale. Acconto non scomparso, ma anche di solito abbastanza raro, che viaggia su cifre molto differenti a seconda della prospettiva di vendita.
2. Diritti esteri, aste e acquisizioni che l’agente letterario fa per conto dell’editore, con guadagno sugli stessi diritti e sulla vendita successiva dei libri pubblicati. Un riscontro economico ben più interessante vista la predilezione esterofila del mercato italiano.
3. La consulenza legale e, soprattutto, i servizi editoriali (editing, valutazioni ecc.) offerti sia alle CE (abbiamo parlato sabato del distaccamento del lavoro fuori dalle redazioni) e offerti agli autori privati che possono richiedere (come farebbero a un service editoriale o a noi freelance) una scheda di valutazione e addirittura un editing.
Ecco che su questo ultimo punto bisogna mettere in guardia i nostri autori: pagare una scheda di valutazione a un’agenzia letteraria non è la strada giusta per ottenere, dallo stesso agente, un contratto di rappresentanza, poiché il vero agente letterario non guadagna dall’autore, ma dalla vendita dei suoi libri e quindi dallo svolgimento del suo effettivo ruolo di agente di rappresentanza per l’autore verso l’editore. Pagare una scheda di valutazione alle agenzie, quindi, non assicura mai la proposta dell’agente, nonostante moltissime agenzie letterarie creino un percorso obbligato di pagamento di una scheda per accedere alla rappresentanza, cosa che io ritengo assolutamente disonesta.
Detto questo, vediamo tre nomi che trovo fra i più interessanti nel panorama italiano (guardate gli autori, le autrici e gli editori con cui collaborano):
PNLA (QUI): fra le più rinomate, offre servizi editoriali una valutazione a pagamento e ha una collaborazione con la scuola di Francesco Trento.
Oblique (QUI): di cui vi ho già parlato, è anche una scuola di editoria e un service editoriale, e garantisce la ricezione di invii spontanei gratuiti con regole precise e trasparenti (e tassative).
Vicki Satlow (QUI): agenzia letteraria fra la media di scuderie autori, non si occupa di servizi editoriali e acconsente all’invio spontaneo e gratuito.
Lorem Ipsum (QUI): agenzia dalla scuderia vastissima, anche in manualistica. Offre l’invio spontaneo e gratuito.
Ce ne sono tante altre, fate un giro online!
Ora, chiediamoci: è giusto consigliare a un autore la strada delle agenzie? Per me la risposta è sì, a patto che l’autore/autrice in questione sia consapevole della lunga trafila editoriale, del tempo e delle risorse da impiegare e spendere.
Vi ricordo la scadenza dell’esercizio 10 come di consueto lunedì (24) alle 15:00.
Buon weekend!
G.



Commenti