#3 Lettura integrale

Ci sono libri fatti per essere usati più che letti. Perché ci rubi quel tono di voce, perché ti suggeriscono una metafora, perché insegnano a formulare una risposta. Funzionali. Rari.
Roberta Scorranese



Buon martedì!


Mancano solo cinque giorni all’inizio del laboratorio, e sono molto emozionata. Oggi vorrei anticipare il discorso sulla prima lettura integrale del testo – quella che state affrontando adesso – mostrandovi qualche pagina del romanzo sul quale ho lavorato nei primi mesi del 2021.


Quando l’autrice mi ha presentato questo secondo scritto ho subito pensato fosse perfetto per il laboratorio: una storia e una scrittura con del potenziale, ma che andava rivista sia in termini stilistici sia in termini di contenuto. Questi sono i tipi di romanzi sui quali mi piace molto lavorare, a prescindere dal genere di appartenenza. Quando c’è una basa da cui partire, quando il testo presenta un’idea buona e una scrittura scorrevole e originale. E qui si potrebbe aprire un discorso non breve su come scegliere i testi sui quali è possibile lavorare – ma ne riparleremo.


Detto questo, in allegato in calce all’articolo troverete le prime pagine scarabocchiate durante la lettura che ho fatto a marzo. Vi decodifico qualche indicazione, a partire dalla legenda nella prima pagina:


· evidenziatore verde: trama

· evidenziatore giallo: personaggi

· evidenziatore azzurro: varie / stile

Gli evidenziatori mi servono durante la lettura solo per sottolineare, appunto, dei passaggi importanti (e ritrovarli a colpo d’occhio). Ad esempio, nel file a pagina 4 evidenzio l’ultima frase “Quella fu l’ultima volta in cui la vidi” in verde, perché è un elemento importante della trama, e sempre a pagina 4 “a trent’anni dovrebbe darsi una svegliata, la scrittrice” in giallo, perché sono caratteristiche del personaggio. E così via.


· penna rossa: errori/contenuto

· penna blu: vari/stile

· penna nera: ragionamenti

Con la penna, invece, lavoro alle problematiche. Dunque, a pagina 3 vediamo già cerchiata la voce “Prologo”, che prologo non è, in rosso. A pagina 6, con le scritte in nero evidenzio l’apparizione di una sottotrama (Antonio-Martina) e pagina 7, in rosso, il fatto che degli occhiali di Maddalena non se ne parli più nel corso del libro.


Su quest’ultimo aspetto, vedrete anche delle date. Sono le date in cui ho appuntato quelle problematiche e mi servono per capire quanto avevo letto del romanzo per arrivare a quella conclusione (proprio a pagina 7, in merito agli occhiali, non avrei potuto scriverlo se non avessi letto tutto il libro). Infine, al termine di ogni capitolo ci sono degli appunti, impressioni iniziali e poi commenti fatti in date successive.


Vi espongo questo metodo (che è in generale quello che utilizzo di più durante la prima lettura) non per farvi adattare a queste regole, ma per mostrarvi quanto sia “personalizzabile” il nostro modus operandi. A volte, ad esempio, i colori che utilizzo sono solo due; a volte sfrutto anche una legenda di simboli (cuori, croci e stelle, di solito) per evidenziare delle parti e altre volte ho bisogno di creare una struttura molto più elaborata con documenti a parte per analizzare il testo. L’unico modo per imparare a leggere in maniera critica è... leggere. E sperimentare. E poi rileggere e sperimentare di nuovo. L’esercizio è irrinunciabile.



LABussola. L'altra, appunti prima. lettura
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Ci sentiremo ancora prima di sabato... controllate le stories su Instagram!


Un abbraccio.

G.