#14 - Collaborazioni. Vol 2
- Gloria Macaluso

- 14 ott 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Buonasera, laboratorianti!
Arrivo di martedì con il secondo articolo riguardante le collaborazioni, con autori “privati” (ovvero coloro i quali manoscritti non hanno ancora trovato casa), con autori self e con Case Editrici. Oggi parliamo di schede di valutazione e soprattutto di documenti di aggiornamento per editori.

Innanzitutto è bene fare una distinzione fin da ora fondamentale.
Le schede di valutazione per autore sono, come abbiamo detto, strumenti di lavoro che servono all’autrice/autore per rimettere mano al testo, lavorarlo, ripensarlo, individuare gli errori sui quattro pilastri narrativi e, in generale, riscrivere o auto-revisionare il testo. Queste schede vengono richieste da autori privati, autori self e anche da agenzia letterarie o service editoriali. Ma ne riparleremo in un altro articolo tutto dedicato alle schede (se avete domande precise, non esitate a scrivermele, mi saranno utili nella stesura dell’approfondimento).
Le schede di valutazione per editore sono invece documenti tecnici (come la sinossi, ad esempio) che la professionista (noi) redige per dare all’editore un’idea chiara e completa del testo letto. Solitamente, le schede vengono redatte dai “lettori editoriali” (li abbiamo visti nella lezione bonus 1) oppure dagli editor interni o esterni alla redazione della CE. Si tratta quindi di documenti brevi, concisi e soprattutto il più precisi possibili.
Cosa deve contenere, in sostanza e almeno, una scheda per editore?
✓una sinossi completa del romanzo e un giudizio oggettivo generale in merito;
✓il giudizio oggettivo sulla scrittura e sullo stile;
✓le ipotesi circa la possibile fortuna editoriale.
La scheda di valutazione per editore, lo ripeto, è uno strumento tecnico – tant’è che molti editori predispongono una sorta di template da compilare che inviano ai lettori editoriali – (mentre per l’autore è uno strumento di lavoro), e serve all’editore per valutare se quel determinato romanzo è “acquistabile” dalla sua Casa Editrice. Mi raccomando, quest’ultimo passaggio è importante: parliamo di documenti che servono non solo a valutare la bontà oggettiva del romanzo, ma anche il suo essere “centrato” con l’editore di riferimento – durante la lezione bonus 1 ne abbiamo parlato, per questo per noi è fondamentale conoscere le CE, in particolare le collane e il catalogo.
Dunque la scheda è un’opinione, un commento, una valutazione (quasi) sentimentalmente distaccata del testo, e breve, perché deve essere usata come elemento tecnico (la scheda per autore, invece, riguarda uno strumento di lavoro che l’autore usa per modificare il romanzo). Nella scheda per editore non si danno suggerimenti di modifica, ma si evidenziano punti forti e punti deboli, a favore dell’editore e dunque delle sue linee editoriali (i testi che pubblica e come li pubblica).
In Casa Editrice, comunque, ci sono almeno altri due documenti importanti da conoscere.
Il primo è il documento di aggiornamento, ovvero un file che di solito contiene una struttura personale della professionista che aggiorni, appunto, l’editore/caporedattore/chi di dovere del lavoro svolto sul testo. Questo documento è un riassunto per punti (io li divido nei pilastri narrativi + eventuali commenti particolari sul romanzo) che aggiorni l’editore a fine editing o durante il lavoro di editing sulle modifiche, i grossi cambiamenti o le problematiche che riguardano il romanzo. Solitamente, questo documento segue e “appunta” la scheda di valutazione iniziale (che l’abbiate redatta voi o altri fa la differenza, ovviamente, perché se l’avete fatta voi sapete già, prima e meglio, quali modifiche sono da apportare) e vi aiuta a compilarlo anche il documento di controllo di cui abbiamo già parlato, e si redige sempre come un documento tecnico.
In generale, quindi, dovrebbe contenere:
· Eventuali grandi cambiamenti di trama rispetto al testo originale.
· Eventuali grandi cambiamenti di conflitto rispetto al testo originale.
· Eventuali grandi cambiamenti di worldbuilding e sistema magico, quando richiesto, rispetto al testo originale.
· Problematiche risolte rispetto alla scheda di valutazione o alla prima lettura integrale.
· Problematiche emerse e non risolte durante l’editing (per X motivi, dal limite di cartelle alla resistenza dell’autrice/autore).
· Applicazione delle norme ortoeditoriali della CE.
+ eventuali domande per l’editore/caporedattore
Il documento di aggiornamento può essere richiesto dall’editore oppure potete essere voi a proporlo. Io lo consiglio sempre, poiché vi tutela (anche) da eventuali “ah, non lo sapevo” o “ah, non volevo fosse così” – o almeno si spera che lo faccia! Perlomeno con le piccole CE che, paradossalmente, sono meno esperte dei freelancer più navigati. Questo documento non viene fornito all’autrice/autore.
Il secondo documento è il normario ortoeditoriale che dovete pretendere dalla CE, dal service o dall’agenzia letteraria ogni volta che si instaura una collaborazione e che riguarda le regole di normazione (dove mettere la virgola nei dialoghi, come scrivere le parole straniere, come improntare le didascalie, dove inserire le maiuscole ecc.) della Casa Editrice/azienda in questione.
Dunque, questi sono i documenti essenziali della collaborazione con Editori o service editoriali, incluse le agenzie letterarie che offrono questi servizi.
Ed ecco tutto, per oggi.
Vi ricordo di chiedere ciò che volete, qualsiasi dubbio può essere interessante! Scrivetemi: sono qui per voi.
Noi ci vediamo domani (e ci vediamo anche con Elisabetta!)
Buona serata,
G.
p.s. se volete condividere la vostra esperienza del LAB sui social, con storie, estratti delle lezioni o degli articoli e quant’altro mi sarà di grande aiuto per promuovere la prossima edizione; quindi, fin da ora: grazie a chi lo farà!



Commenti